The Blossom Avenue. For a better human living

Milano, Skira Editrice 2013

ISBN XXX


I progetti che questo libro illustra raccontano la storia di dieci anni dell’attività di Marco Facchinetti e Marco Dellavalle; dieci anni in cui la progettazione architettonica e urbanistica sono profondamente cambiate. Attraverso il percorso illustrato dei tanti progetti elaborati, questa raccolta si interroga su come siano cambiate urbanistica e architettura, partendo dai presupposti iniziali e leggendo oggi quale evoluzione si sia compiuta.

L’evoluzione della pratica urbanistica, attorno alla quale tutta l’attività dell’operato degli autori si muove, verso la scala regionale in Italia ha significato moltissimo, ed ha cambiato almeno in certe regioni l’attitudine allo sguardo verso le dinamiche di trasformazione delle città. In dieci anni di attività, il quadro comunale, seppur riformato e seppur trasformato come è stato in Lombardia, con il passaggio dal vecchio piano regolatore al piano di governo del territorio, non è stato capace di uscire daalcune logiche e alcune dinamiche non necessariamente positive della nostra storia. L’enfasi sul programma e sull’ansia da programma che il piano comunale comunque porta con sé, la consapevolezza che dopo il bilancio del comune è l’atto pubblico di maggior rilievo per un’amministrazione comunale, hanno permesso in tutti questi anni di non sentirsi spogliati di una pianificazione intermedia che in realtà in certi contesti (come la Lombardia) ha persino perso ulteriore potere, e di non sentirsi privi di certezze nel non aver riformato con la stessa attenzione tutta la strumentazione attuativa, chiave necessaria per la realizzazione delle previsioni. L’urbanistica che ne è conseguita è stata particolare

Anche l’agenda dei temi è cambiata in questi dieci anni: l’enfasi ambientale e l’attenzione alla sostenibilità hanno informato di sé molta parte della pianificazione e della normativa edilizia, fino a diventare un tema strutturante la pratica della pianificazione; ma i risultati non sono quelli che ci si sarebbe attesi di vedere, almeno diffusamente e almeno non dappertutto. Senza dubbio, l’enfasi sulla sostenibilità non ha permesso di ridurre il consumo di suolo e di puntare a un modello di sviluppo differente, e non ha imposto regole edilizie come invece in altri paesi della Comunità Europea da anni sono realtà. L’attenzione al potenziamento infrastrutturale ha assorbito la riscoperta, tardiva per l’Italia, della necessaria presenza del ferro e dei servizi su ferro, ed ha in qualche modo reso condiviso il fatto che è meglio concentrare attorno alle stazioni piuttosto che costruire senza infrastrutture, ma contemporaneamente i contesti comunali sono ancora assorbiti dal risolvere esigenze più di base, come la presenza del traffico nei propri centri storici, la carenza dipolitiche che connettano l’uso dei parcheggi ai servizi e al commercio presente negli stessi paesi,  o la scarsa efficienza dei servizi di trasporto pubblico su gomma per poter assorbire così profondamente canoni più evoluti da riformare il disegno del piano in generale.

Le politiche insediative in dieci anni hanno aggiunto qualche tema nuovo, come la necessaria presenza di edilizia convenzionata o a prezzi calmierati, ma in molti contesti le stesse politiche insediative non sono state così efficaci dall’affrontare la problematica del recupero dei centri storici a vantaggio della salvaguardia del territorio o, più profondamente, la necessità di rivedere l’offerta insediativa a seconda del tipo di contesto, evitando il ripetersi brutto e monotono di villette e piccoli condomini; complice il passaggio tra regolamenti edilizi e strumenti di pianificazione dedicati allo spazio costruito incapaci di parlarsi.

In questo contesto complesso, l’attività di Marco Facchinetti e Marco Dellavalle si è mossa, con grande dinamismo, nel proporre piani e progetti realmente incisivi e capaci di modificare, almeno localmente, la realtà, costruendosi attorno a due parole chiave: il disegno e l’attuabilità. I progetti illustrati, e le riflessioni che questo testo propone ragionano attorno alla capacità dell’azione della progettazione di incidere, attraverso l’uso del disegno e attraverso un percorso corretto ed efficace di attuazione, sulle realtà locali, puntando alla costruzione di scenari evolutivi nei quali il progresso dei contesti garantisca produzioni virtuose di territorio, nuovi episodi di urbanità in contesti spesso slabbrati e nuovi modi di valorizzare l’esistente. Perché l’azione di progettazione sia sempre evolutiva per i contesti ai quali si applica.